“Una colata di cemento si poserà su Buccinasco, che vedrà quasi raddoppiati i volumi edificabili, passati da 270 mila, spalmati in dieci anni, a 500 mila in appena tre anni, e quasi triplicare la possibilità d’investimento nell’edilizia che ora sfiora la cifra record di 500 milioni di euro.
[...] per la felicità degli eredi della famiglia ‘ndranghetista dei Barbaro di Platì. Scavi, ruspe, operai a bassissima specializzazione: è sempre e solo roba loro….”
Parole durissime, un’inchiesta sconcertante. Depurato dei toni e delle esagerazioni degli autori di scuola “travaglista” (D’Imporzano, Gomez e Sisti), “Boss alla milanese” menziona tuttavia fatti di una gravità assoluta. La giunta comunale ha solo due strade: portare in tribunale L’espresso, oppure escludere da ogni appalto e subappalto di Buccinasco le imprese edili citate nell’articolo, che le accusa di collusione con la mafia.
La giunta non può far finta di nulla: se la stampa si occupa così ripetutamente di Buccinasco in termini poco piacevoli, la risposta deve essere dura e ferma. Chiarificatrice. Se lo meritano, prima di tutto, i buccinaschesi onesti, di destra e di sinistra, che non possono essere infangati dall’attività di pochi ma potentissimi boss mafiosi.
2 Gennaio 2008 alle 10:03 am |
chi tace di solito acconsente
15 Febbraio 2008 alle 3:49 pm |
A Milano comanda la ‘ndrangheta!!!!!
Guardate gli abusi edilizi nel paco sud, e nonostante gli esposti/denuncia nessuno esce a controllare.
Ve lo posso anche dire in faccia!
Siamo proprio diventati un paese di maomao!!!!!
2 Ottobre 2009 alle 1:52 pm |
consiglio la lettura del libro “A Milano comanda la ‘Ndrangheta ” di Giuseppe Caruso e Carlucci Davide
Non è un bel quadro, quello che disegnano i due giornalisti nella loro inchiesta
Aldo